martedì 10 luglio 2018

Il sacrificio del cervo sacro

La sera del sette luglio non avevo molto da fare. Avevo appena finito di studiare diritto amministrativo, e non mi andava di scolarmi l'ennesima birra con i miei coinquilini. 
Sul comò della mia camera, avevo posato Una vita di Italo Svevo che mi guardava minaccioso dalla copertina del libro (prima o poi parlerò di questa lettura). 

Il caldo era asfissiante e la compagnia in casa non era delle migliori. Mi capita sotto gli occhi, nella home di Facebook, la programmazione del mio cinema cittadino preferito. Leggo Il sacrificio del cervo sacro, noto che ci lavora la Kidman (che di solito non fa porcherie, ma potrei essere smentito: feel free to talk about that), per la regia del greco Yorgos Lanthimos; decido di andarlo a vedere. Non ci vado convintissimo, anche se conscio del fatto che il film abbia vinto il Prix du scénario al Festival di Cannes 2017.

Arrivo, scosto i tendoni blu di Prussia damascati, prendo posto, buio in sala. Stabat Mater di Schubert.



La trama è fondamentalmente una variazione sul tema dell'Ifigenia di Euripide, naturalmente in chiave contemporanea e con tutte le implicazioni che questo comporta. Chi non conoscesse questa tragedia può visitare il link che ho aggiunto prima.

Si tratta di una favola, in soldoni. Una favola tetra che dipinge la famiglia come luogo di lenta preparazione, incubazione, di psicosi, di paranoie.

Steven (Colin Farrell) è un famoso chirurgo cardiotoracico. Insieme alla moglie Anna (Nicole Kidman) e ai loro due figli, Kim e Bob, vive una vita felice e ricca di soddisfazioni. Un giorno Steven stringe amicizia con Martin, un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice. Quando il ragazzo viene presentato alla famiglia, tutto ad un tratto, cominciano a verificarsi eventi sempre più inquietanti, che progressivamente mettono in subbuglio tutto il loro mondo, costringendo Steven a compiere un sacrificio sconvolgente per non correre il rischio di perdere tutto.

Martin gioca, in parte, il ruolo dell'indovino Calcante e, in parte, rappresenta l'ira stessa di Artemide. Steven è un Agamennone moderno. La Kidman, Clitemnestra.

La fotografia mi è piaciuta molto: grandangoli molto wide e inquadrature stranianti (spesso dall'alto) sono gli strumenti per tramutare in immagini ciò che non può non avvenire. L'apertura stessa del film, un trapianto a cuore aperto, con l'organo pulsante, risulta certamente non innovativo ma di grandissimo impatto.

La musica, inserita dove serve, cattura lo spettatore e crea un forte senso di angoscia: lo Stabat Mater di Schubert, il coro di Carol of the bells, Passione secondo Giovanni di Bach, ad esempio.

My two cents: è un buon film, nulla di più. Non è il capolavoro che finisce sui manuali di storia del cinema, ma è un buon film se comparato a quello che si vede in giro solitamente. Strizza l'occhio alla tragedia greca ma se ne discosta, anche relativamente ai significati di quest'ultima.

Ad ogni modo, era il meglio che c'era al cinema quel giorno. E va bene così.



19 commenti:

  1. Un film comunque interessante. Grazie mille.
    sinforosa

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    1. Grazie a te per essere passata di qui.
      Buona giornata

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  2. Mi hai fatto venire in mente che non vado al cinema da troppo tempo. Quasi un anno, se ci penso.
    Eppure mi piaceva un sacco, ma adesso mi accontento un po' di quel che passano in tv.
    Vedrò di trovare una babysitter per il cinema. ;-)
    P.S. In ogni caso, questo film non rientra esattamente nel mio genere preferito.

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    1. E' bellissimo il mondo del cinema, dai tendoni pesanti damascati all'intervallo coi popcorn.
      Grazie del commento, saluti :)
      Ps.
      Che genere ti piace?

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    2. Amo molto il genere thriller e horror. A volte, le commedie sentimentali, quelle fatte bene.

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  3. Questo vorrei vederlo, anche se il titolo è davvero penoso.

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  4. Buongiorno,
    commento solo ora eme ne scuso, avevo un po' di impegni ... dunque! proprio qualche giorno fa, ho letto la locandina di questo film in un cinema di Savigliano che trasmette film post datati, ed è una buona cosa se consideri che molti bei film li perdi a causa di diversi motivi! Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo! Ti foglio ringraziare perchè hai sciolto qualche dubbio che avevo, in sintesi : lo vedrò! Saluti ^_^

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    1. Sì, dai, merita una possibilità. Grazie a te per essere passata dal mio blog :)
      Ciao

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    2. Sono ripassata oggi a leggere la tua risposta e ti chiedo scusa per gli innumerevoli errori di battitura! In questo periodo non sto usando il mio Pc ma uno vecchiotto che ha qualche problema con la tastiera ... poi mettici che scrivo veloce ... capirai!!! ah ah ah ... Grazie del tuo commento al mio blog.

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  5. Non mi dispiacerebbe guardalo, anche solo per una questione di stile o registica.
    La storia è anche interessante, sicuramente atipica... ti farò sapere :)

    Moz-

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    1. Bene, allora aspetto con piacere di sentire che ne pensi! :)
      Ciao

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    2. La vedo dura farlo subito... ma sicuramente lo vedrò :)

      Moz-

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  6. Dovrei essere "ispirata" per guardare questo genere di film, ma sarebbe sicuramente interessante.

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    1. Forse tu sverresti alla prima scena!

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  7. Il vero mistero di questo film è la scelta della distribuzione italiana di rilasciarlo nelle sale in un periodo favorevole a commedie leggere e remake/sequel/reboot di facile consumo ;)
    Scherzi a parte, è sempre affascinante osservare come Lanthimos coniuga il suo cinema non certo semplice con la tradizione classica. Non un capolavoro ma senza dubbio un film che sa come colpire chi guarda, sfidandolo anche a non distogliere lo sguardo davanti ad una tragedia familiare. Nota di grande merito all'uso dei luoghi e ai contrasti di toni freddi e caldi che rimandano (non poco) allo stile di Kubrick :D

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    1. Concordo con ogni singola parola che hai scritto :)
      Ciao!

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  8. Ammetto che il film non mi ispira, ma "Una vita" è stato uno dei romanzi della mia giovinezza :)

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    1. Sono a pagina 100 e per il momento non mi esprimo, ma voglio arrivare pian piano alla Coscienza di Zeno passando per Senilità...

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